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Da guardare, da partecipare, da personalizzare: lo spazio espositivo si trasforma grazie allo sviluppo della tecnologia e si arricchisce continuamente nella rincorsa alla conquista del cliente.

Tattile, digitale, interattiva
Oggi alla vetrina si affiancano innumerevoli altre forme di interazione e dialogo; la parete di cristallo offre interazione, superfici sensibili al tatto, comunicazione personalizzata con i clienti dotati di smartphone o altri apparecchi digitali. Questa tendenza aiuta a cogliere possibili opportunità da proporre a un cliente per cambiare positivamente il modo di interpretare il retail e incrementare i risultati del punto vendita con l’attenzione giusta ai costi di implementazione e di gestione.
Dal 1990, anno in cui vengono inventati gli schermi Lcd, il digital signage entra in vetrina.

Le caratteristiche di questa forma pubblicitaria offrono un maggior rapporto qualità-prezzo rispetto all’investimento in tradizionali cartelloni stampati in caso di un suo utilizzo in ambito pubblicitario e la sua malleabilità permette di trasformare in pochi istanti uno spazio pubblicitario in diverse applicazioni.

Momenti di sfilate e collezione in vendita vengono proiettati sui monitor delle vetrine di Pinko.{gallery}pinko{/gallery}
Schermi interattivi, progettati per Benetton, che si muovono al ritmo dei passanti accompagnati da delicati suoni d’arpa (“Toccata”, l’installazione progettata da Angelo Semeraro per simulare un tessuto digitale che ‘danza’ al ritmo dei passanti).{gallery}benetton{/gallery}
Sistemi digitali con volti di donne che, dietro i foulard Hermés, “soffiano” e li animano creando movimenti d’aria suggestivi.{gallery}hermes soffi{/gallery}

 

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