L'occhio vuole la sua parte

"Non si vive solo dei fabbisogni fisici che nutrono il corpo, ci vuole anche la bellezza che rende felice l’anima, un concetto essenziale della cultura e della psiche."
Secondo Aristotele, la vista è il senso più importante che permette di cogliere meglio il mondo: attraverso gli occhi si percepisce, si assorbe, si comprende tutto ciò che circonda l’uomo. Con la vista amplifichiamo la facoltà d’immaginazione, di creazione, nonché la memoria, che acquistano figure, colori, forme. La vista permette di avere un rapporto più diretto e meno ambiguo con le idee e con gli oggetti: dal momento che vedo una cosa, quella cosa esiste poiché è percepita dal mio sguardo.

La vista non è solo il senso primario, è il mezzo comunicativo che ha meno filtri e che ha contribuito maggiormente allo sviluppo della cultura; non sarebbe possibile parlare del concetto di bellezza senza dover ricorrere a questo senso e tantomeno si discuterebbe di storia dell’arte né di cinema o di design o di fotografia. L’occhio rivendica una posizione da assoluto protagonista, da re.

E come non ricordare la famosa scena di Audrey Hepburn nel celebre film “Colazione da Tiffany” del 1961 in cui la protagonista scende dal taxi con cornetto e cappuccino e si sofferma a sognare davanti alla bellezza delle vetrine della sua gioielleria preferita sulla Fifth Avenue, Tiffany&Co.

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Colazione da Tiffany, 1961                                                                       

Tiffany&Co riesce da anni ad incantare il mondo femminile riunendo la bellezza dei suoi gioielli a quella delle sue vetrine, immerse in mondi in miniatura fatti di fiabe e sogno.
E allora non ci resta che sognare ad occhi aperti!